mercoledì 29 luglio 2009

Jane Birkin a Boboli per presentare il suo libro e regalare musica.


Foto di Sara Giosa

Il quarto e ultimo appuntamento dell’ ”Hard Book Cafè”, il salotto letterario allestito nel cuore di Boboli, vanta la presenza di un ospite d’eccezione: l’attrice, cantante e scrittrice Jane Birkin, sessantadue anni e tanta voglia di esprimersi e sperimentare. Una vita dedicata all’arte in tutte le sue forme: gli esordi del cinema, il successo mondiale con la musica, l’esperienza teatrale che sconfina nella letteratura. Il 27 Luglio la Birkin è a Boboli per presentare il suo libro ”Oh scusa dormivi” (Barbès Editore) ed esibirsi sul palco del Giardino fiorentino.
Un testo che nasce come piecè teatrale, da poco tradotto in italiano, un dialogo notturno fra una coppia di vecchi amanti rivelato dalla semplice serenità dell’artista. Jane racconta, riconoscendosi pienamente nelle emozioni e nelle esperienze vissute dal personaggio femminile del libro, la violenza e la rabbia che scuotono il rapporto, l’attaccamento reciproco, l’abitudine e la paura per la solitudine. Ma l’artista decide di ripercorrere la sua vita non solo con la letteratura ma anche attraverso la musica. “Oh scusa dormivi” è, infatti, strettamente collegato all’ ultimo album “Enfants d’hiver” in cui per la prima diventa paroliere dei suoi brani. L’album è un ricordo della sua infanzia, quando trascorreva le vacanze sul freddo mare inglese con la sua famiglia. Rivive, quindi, attraverso note semplici e dirette, eseguite con impeccabile precisione dalla sua giovane band, quei momenti fatti di giochi e innocenza. Con la sua voce leggera e soffice Jane emoziona e diverte la platea di Boboli spiegando la storia che accompagna le sue canzoni saltando dal francese all’inglese e arrampicandosi su un italiano stentato. Commovente l’esecuzione di “Yesterday Yes a Day” quando Jane, reggendo un ombrellino di luci, scende dal palco e passeggia nella platea, guarda negli occhi il suo pubblico e dedica loro ogni parola. Molto duro e diretto l’unico brano di “Enfant d’hiver” cantato in inglese che prende il nome dell’oppositrice birmana “Aung San Sun Kyi” da anni sostenuta dall’artista nella sua battaglia democratica. Il brano espone con freddezza la drammatica situazione birmana soffocata da una dittatura militare che uccide oppositori e artisti. Jane cerca di muovere le corde della sensibilità e promuovere l’azione e l’impegno, è convinta che anche un piccolo contributo di ognuno possa sovvertire lo stato di cose attuale. All’ingresso del Giardino Amnesty International, una delle associazioni umanitarie più importanti, raccoglie firme per aiutare gli oppositori che combattono contro l’oppressione delle dittature
L’esibizione della Birkin lascia estasiati dalla freschezza della sua voce e sorpresi dalla sua grinta ma getta anche il seme della speranza nel cambiamento. Lei stessa ha affermato sicura, durante la presentazione del libro, che il potere è nelle mani delle masse, che la storia insegna che con la disobbedienza e l’impegno collettivo si possono anche cambiare le leggi. Per questo invita ognuno a sentirsi una goccia piccola ma non insignificante che può deviare il corso degli avvenimenti.

Annalisa Ausilio

domenica 26 luglio 2009

Jane Birkin in concerto a Firenze.


Unica data italiana il 27 Luglio al Giardino di Boboli, Prato delle Colonne.



Dopo quattro mesi di tour mondiale dove è stata protagonista sui palchi francesi, inglesi, tedeschi, turchi e russi finalmente la sua voce inconfondibile si racconterà anche al pubblico italiano. A distanza di quattro anni dall'ultimo album, “Fictions”, l'artista per la prima volta diventa la penna dei suoi testi. Dodici brani intimi e passionali ripercorrono emozioni ed esperienze che hanno segnato e cambiato il suo essere. La Birkin rivive la sua infanzia, la copertina di “Enfants d'hiver”, la ritrae, infatti, all'età di dodici anni sulla spiaggia dove trascorreva le estati con i suoi genitori. Un album introspettivo attraverso il quale apre le scatole della sua memoria svelando amori, amicizie ed errori. Il tutto con un sound spoglio ed essenziale, asciugato dalle vecchie contaminazioni contemporanee con un ritorno al passato della canzone francese. Non manca nella sua intima analisi il riferimento all'impegno politico: “Aung San Sun Kyi” è il titolo del brano dedicato all'oppositrice birmana vittima del regime militare. Ma non appoggia solamente la causa birmana, l'attivismo contro violenze e soprusi riveste da sempre un ruolo fondamentale nella sua intensa vita artistica.
La Birkin esordisce sul palcoscenico a soli 17 anni come interprete di musical per poi scoprirsi attrice cinematografica e cantante. La partecipazione al film “Blow-Up” di Antonioni fa di lei una leggenda grazie alla scena in cui compare a seno nudo. Solo dopo tre anni segna in modo indelebile anche il contesto musicale post '68 con il brano “Je t’aime... moi non plus” scritto e musicato dal suo grande amore Serge Gainsbourg. Con la carica di erotismo estranea a quegli anni, la canzone che scatena scalpore e indignazione fa della Birkin uno dei personaggi più chiacchierati del momento. Dopo una moltitudine di pellicole cinematografiche e una vastissima collezione di cd e concerti l'artista attraversa un periodo buio.
Il 1991, infatti, è un anno particolarmente drammatico: a distanza di pochi giorni muoiono il padre e il suo ex compagno Gainsbourg. Lei è distrutta al punto di voler definitivamente abbandonare la musica. Ma un anno dopo Jane ritorna sul palco con uno spettacolo teatrale di cui è autrice che diventerà un film Tv e un libro tradotto in italiano solo nel Maggio 2008 dal titolo “Oh scusa dormivi”(Barbès Editore). Un testo che scava nella profondità di una relazione fra due vecchi amanti attraverso un dialogo sincero e chiarificatore in una notte insonne. L'impronta teatrale colora di humor e drammaticità il tono delle battute fra un uomo e una donna che cercano di accorciare le distanze di un amore banalizzato nella monotonia quotidiana. Sarà la stessa autrice a presentare “Oh scusa dormivi” durante il quarto appuntamento del Caffè Letterario, iniziativa nata dalla collaborazione fra l'associazione culturale Multipromo/OperaFestival e la libreria Edison, che si terrà lunedì 27 luglio alle ore 19 presso il Giardino di Boboli. Un incontro che permetterà di approfondire la conoscenza dell'artista poche ore prima l'inizio del suo concerto.
Un' occasione unica promossa da OperaFestival che grazie alla sua variegata programmazione offre ad un'icona del panorama artistico e intellettuale europeo un palco affascinante come quello del Giardino di Boboli.

Annalisa Ausilio
Letizia Vallini

sabato 25 luglio 2009

Aspettando Roberto Bolle

Due serate di grande danza firmate da OperaFestival.


Iniziato nel 2008, il tour del Gala “Roberto Bolle & Friends” fa finalmente doppia tappa nell'incantevole Giardino dei Boboli: il 29 e 30 luglio alle ore 21:15 gli appassionati della danza vedranno esibirsi sul palcoscenico di OperaFestival il grande Roberto Bolle insieme ai migliori ballerini della scena internazionale, sulle suggestive note dei più celebri brani del repertorio otto-novecentesco.

Scoperto dal ballerino russo Rudolf Nureyev, Roberto Bolle vanta una brillante e intensa carriera: danza sui palchi più prestigiosi del mondo con le più note compagnie di balletto, interpreta ruoli di spicco per i grandi coreografi di balletti narrativi e annovera tra il suo pubblico importanti personalità internazionali. Nel 2003 gli viene riconosciuto il titolo di étoile del Teatro La Scala di Milano ed è il primo ballerino italiano a danzare al Metropolitan di New york e ad entrare ufficialmente nella stagione del Metropolitan House Opera.

Il suo successo è dato, oltre naturalmente dal grande talento, anche dalla sua costante presenza sulla scena mediatica poiché, come spiega lo stesso Bolle in alcune interviste, ritiene fondamentale che i ballerini escano dai teatri per parlare di arte di qualità ad un vasto pubblico e questo può avvenire solo usando tutti i mezzi di comunicazione possibili, compresa la televisione.

Dal '99 è “Ambasciatore di buona volontà” per l’UNICEF grazie alla suo impegno nelle cause umanitarie di cui si è fatto spesso promotore. Bolle, sempre in un intervista, spiega quanto sia importante essere partecipi e aperti a quello che succede nel mondo, solo così si diventa protagonisti del nostro tempo.

E Roberto Bolle al momento è sicuramente uno dei protagonisti più acclamati del mondo della danza e lo sarà ancora per ben due volte sul palco di OperaFestival.


Sara Giosa

A San Galgano con Ornella Vanoni


50 anni...d'amore per la musica.

Il 24 luglio Ornella Vanoni, una delle interpreti più note della musica italiana, ha celebrato i suoi 50 anni di carriera sul meraviglioso palco allestito all'interno dell'Abbazia di San Galgano. Un importante appuntamento di musica leggera del ricco cartellone di OperaFestival - Multipromo che si va ad aggiungere alle tappe del "Più di me tour 2009" che sta girando la penisola.

Eccentrica e autoironica come sempre, Ornella Vanoni, attraverso la sua inconfondibile voce, ha condotto il pubblico in un viaggio appassionato tra passato e presente, tra successi di ieri e di oggi, alternando ritmi travolgenti della Bossa Nova alle note delicate e nostalgiche dei grandi successi che hanno fatto la storia della canzone italiana.

C'è una complicità unica tra Ornella Vanoni e i musicisti che l'accompagnano sul palco, tutti noti professionisti, tra i quali spicca il grande pianista/fisarmonicista Paolo Iannacci, figlio dell'amico Enzo. E a rendere ancora più magica e suggestiva l'atmosfera contribuiscono i giochi di luce che modellano la cripta dell'Abbazia.

Elemento fondamentale per la Vanoni è la partecipazione del pubblico che dopo un breve attimo di esitazione si lascia travolgere, ride alle battute graffianti e provocatorie, si emoziona. Non è un semplice concerto, è uno spettacolo imprevedibile in cui va in scena la vita di una grande interprete, fatta di successi, di collaborazioni con artisti internazionali e di grandi amori.

Ed è proprio l'amore ad essere celebrato, protagonista indiscusso delle sue canzoni e sentimento che anima le sue interpretazioni. Amore per la musica, amore per la vita.

'Ah! L'amore l'amore, quante cose fa fare l'amore!'


Sara Giosa

Foto di Sara Giosa


“Anbeta e Josè in compagnia”

La coppia Tv arriva a Chiusdino (SI) con uno show mozzafiato.


Proprio così, la ballerina più conosciuta della Tv danzerà sul palco dell’abbazia di San Galgano, accompagnata dall’inseparabile José Perez, con il quale condivide da anni l’esperienza televisiva di “Amici”. L’idea di un tour teatrale è di Alessandra Celentano, la nota insegnante di danza classica, del talent show più amato dai giovani e non solo.
“ Anbeta e José in compagnia” è il titolo dello spettacolo che ha debuttato lo scorso 25 luglio al Festival di mezza estate di Cremona e che verrà riproposto per tutta la stagione con varie tappe. Quella di Siena è attesa per martedì 28 luglio alle ore 21:00.
Lo spettacolo prevede un repertorio classico e moderno alternato con alcune coreografie create appositamente per lo show. La direzione artistica è affidata alla stessa Celentano, che insieme ad altri nomi di fama mondiale come Petipa, Messerer, Neumeier ha preparato una scaletta da perdere il fiato. Ma i veri protagonisti restano loro: Anbeta e José.
Lei, la “Dea della danza”, come l’hanno definita le fans più affezionate, nasce a Tirana nel 1979. Si dedica al ballo con un po’ di scetticismo, fino a farlo diventare la sua più grande passione. Attraversa un momento di sconforto quando viene scartata dal corpo di ballo della Scala, ma la sua passione e la sua determinazione fanno si che si affermi con eleganza e raffinatezza come una piccola star nel programma Tv che l’ha consacrata. In molte interviste spiega che sia il teatro che la televisione sono esperienze magiche, ma non nega di esser contenta di ritornare, con questo spettacolo, dal luogo che l’ha vista nascere e crescere come artista: il palco di un teatro.
Protagonista della serata insieme a lei, sarà José Perez. Il ballerino cubano, che ha lasciato tutti a bocca aperta per la sua bravura, nasce nel 1976 all’Havana. Dopo aver vinto un sacco di premi ed aver accumulato molte esperienze lavorative, arriva in Italia ed inizia la collaborazione con la Tv.
I due danzatori però non calcheranno il palco da soli. Ad allietare il pubblico tra salti e pirouettes, ci saranno anche dei ballerini provenienti da scuole importanti come ad esempio la Boston Ballet .
Un appuntamento da non perdere quello di martedì, che permetterà di godere di uno spettacolo unico e irripetibile, sia per gli intenditori di danza sia per gli amanti della bellezza dell’arte anche sotto questa magnifica forma che è l’espressione corporea.
San Galgano farà da scenario a queste fantastiche movenze che lasceranno emozioni forti a tutti gli spettatori. In un contesto, che certamente contribuirà a garantire l’ennesimo successo di Operafestival.

Letizia Vallini

venerdì 24 luglio 2009

Gran finale per “Aida”di Mitoraj che da Boboli stupisce ed emoziona.


Foto di Sara Giosa

Applausi, soddisfazione e commozione accompagnano la quarta e l’ultima replica di “Aida”, la produzione esclusiva di OperaFestival 2009. La novità di costumi e scenografie realizzati dal grande maestro polacco Igor Mitoraj hanno spogliato l’opera dei famosi richiami egizi esaltandone l’essenza attraverso l’allegoria delle sculture. L’inedita chiave di rappresentazione e il Giardino di Boboli, capace di regalare una cornice magica all’opera, hanno attirato un pubblico numeroso. Le quattro repliche, infatti, hanno sempre registrato il tutto esaurito. Una composita platea dove appassionati di lirica e nomi noti del mondo culturale e politico hanno condiviso la partecipazione ad uno spettacolo unico con molti giovanissimi e turisti. Questo anche grazie al calendario di OperaFestival capace di offrire il palco di Boboli e quello della mistica Abbazia di San Galgano anche ad esponenti di musica leggera e ballerini. La quinta edizione di OperaFestival è la chiara espressione dell’incremento qualitativo e quantitativo che la manifestazione culturale ha maturato negli anni. La macchina organizzativa di OperaFestival si ingrandisce contando più di trecento persone che concorrono alla messa in scena degli spettacoli. Visibile anche la crescita artistica degli interpreti. Il cast di “Aida” non lascia spazio a dubbi: l’eccezionalità del basso Stefano Rinaldi Miliani (il Re) del mezzosoprano Serena Pasqualini e del tenore Ignacio Encias (Radames) hanno regalato una memorabile esecuzione canora. Applauditissima e acclamata dal pubblico il soprano di fama mondiale Dimitra Theodossiou (Aida) che ritorna volentieri sul palco di Boboli dopo che Emanuela Giudice, il soprano che avrebbe dovuto interpretare il ruolo di protagonista nell’ultima replica, rinuncia per un improvvisa indisposizione. “Aida” di OperaFestival è caratterizzata da sinergia, con scenografie che riescono allo stesso tempo ad esaltare le esecuzioni dei cantanti e lasciare spazio alle numerose scene corali. Grazie all’abilità del giovane regista Andrea Cigni tutto sul palco di Boboli si fonde in armonia, con sobrio equilibrio si condensano in uno spazio limitato figuranti, il coro di OperaFestival e le grandi scultore di Mitoraj.
Il prologo dell’ultima messa in scena dell’opera verdiana è dedicato al popolo iraniano e alla sua battaglia continua ed estenuante per la democrazia. Prima dello spettacolo,infatti, dal palco di OperaFestival la voce dell’associazione degli studenti iraniani si fa portatrice della lotta di un popolo sofferente che chiede libere elezioni con osservatori internazionali in sostituzione delle ultime che hanno decretato la rielezione di Ahmadnejad. Gli studenti cercano l’appoggio degli stati democratici e incitano la pressione che la comunità internazionale può esercitare sul contesto politico iraniano. Viene calato sul palco di Boboli un enorme drappo verde, colore simbolico della lotta di un popolo oppresso. Dopo questo discorso incisivo che stimola partecipazione, le note del grande compositore di Busseto introducono lo spettacolo che l’espressività degli interpreti e la passione di tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione hanno reso indimenticabile.

Annalisa Ausilio

giovedì 23 luglio 2009

Aspettanto “Il Flauto Magico”


Ultima serata per l’estate 2009

Si chiudono i tre appuntamenti programmati da OperaFestival nell’ultima rappresentazione de “Il Flauto Magico” che avverrà la sera del 25 luglio 2009.

Con una doppia serata alle spalle, “Il Flauto magico” di Mozart è stato più che brillantemente interpretato, lasciando con gioia e soddisfazione, operatori e, certamente non meno importante, il pubblico. L’opera per chi non avesse ancora avuto il piacere di assisterla, presenterà in due atti la storia del Principe Tamino e dell’amore che nascerà per Pamina, la figlia della Regina della Notte. Un amore che come in tutte le avventure romantiche vivrà scontri ed ostacoli, ma che con coraggio il protagonista, armato di un flauto magico ed un fidato compagno, Papageno, affronterà il nemico Sarastro e riuscirà a ritrovare la sua amata.

Con le direzioni, d’orchestra per Gianluca Marcianò; del coro per Maurizio Preziosi e del coro di voci bianche per Viviana Apicella, possiamo chiudere con ottime previsioni questa seconda edizione estiva. Quest’anno infatti, assieme al regista Aldo Tarabella, OperaFestival ha regalato due serate mozartiane sold-out nell’Abbazia di San Galgano ricoprendo in entrambe gli 800 posti disposti per il pubblico.

Ad interpretare le vicende de “Il flauto magico”, sarà ancora una volta il Cast di Multipromo, con:

Abramo Rosalen, Sarastro

Luca Canonici, Tamino

Natalia Lemercier, Regina della notte

Scilla Cristiano, Pamina

Francesco Facini, Papageno


Malia Zheng

Foto di Sara Giosa

OperaFestival solidale con il popolo iraniano


Foto di Sara Giosa

Voci per l'Iran libero' sul palco dell'Aida


Dal giorno della rielezione del presidente ultraconservatore Ahmadinejad, il popolo iraniano continua a scendere in piazza per denunciare i brogli elettorali e chiedere l'immediato rilascio dei prigionieri politici, nonostante la violenta repressione da parte delle forze di polizia e delle squadre paramilitari dei Basiji.

A sfidare il regime chiedendo nuove elezioni libere e democrazia sono in particolare i giovani studenti iraniani, e sono numerosi come lo erano dieci anni fa durante la rivolta studentesca.

Le medesime richieste arrivano anche dall'Associazione degli Studenti Iraniani a Firenze, dal Comitato per la Democrazia in Iran, entrambi molto attivi sul territorio fiorentino, e dal Comune di Firenze che, con una 'risoluzione sulla solidarietà con la lotta democratica del popolo iraniano' proposta dalla Commissione di pace, solidarietà e relazioni internazionali, si impegna “in tutti gli ambiti e nelle forme possibili, per il sostegno alla lotta e al rispetto dei diritti umani dei militanti democratici e del popolo iraniano”.

Un impegno che è stato nuovamente concretizzato il 21 luglio 2009 con la decisione di illuminare di verde la statua del David e il piazzale Michelangelo dalle ore 21 fino a tarda notte. L'iniziativa si inserisce nell'ambito di 'Voices for Iran' organizzata dal Comitato per la Democrazia in Iran in collaborazione con Multipromo/OperaFestival e con il patrocinio del Comune di Firenze.

OperaFestival ha scelto di dare rilievo a questa iniziativa riservando agli studenti iraniani uno spazio all'interno del Giardino di Boboli in occasione dell'ultima rappresentazione dell'Aida, i quali all'ingresso del teatro erano impegnati a distribuire nastri verdi, ormai colore simbolico della lotta per la democrazia in Iran.

Prima dell'inizio dell'Aida è stato srotolato sopra il palco un telo verde di otto metri e un rappresentante degli studenti iraniani, Nima, ha tenuto un discorso rivolgendosi ad una platea colma di spettatori.

Nima ha rinnovato la richiesta di appoggio al popolo iraniano che si sta battendo per la democrazia, rivolgendosi a chi in passato ha conosciuto l'oppressione e ha dovuto lottare per ottenere la libertà, e precisando che non è stato Mussavi a portare la gente in piazza ma al contrario il popolo che lo ha costretto a schierarsi contro il regime di Teheran . Ha inoltre ricordato che ciò che sta accadendo in Iran non è solo un problema del popolo iraniano ma riguarda tutta la comunità internazionale, la quale deve prendere delle misure concrete di fronte all'efferata repressione in atto.

Con queste significative parole conclude una delle “voci per l'Iran libero” che lascia una testimonianza fondamentale al pubblico presente, e il palco ad altre straordinarie voci.


Sara Giosa


Massimo Ranieri: cantante, ballerino, attore.


Foto di Sara Giosa

“E’ sempre una nuova emozione ritornare a cantare davanti a Firenze”.
Sono le ore 21,15 del 16 luglio quando il palco di Opera Festival si accende sul volto di Massimo Ranieri.
Un applauso spontaneo da 2500 persone si alza dalla platea, e il sorriso disinvolto dell’artista, a poco a poco, lascia trapelare quell’emozione che il pubblico fiorentino gli suscita da sempre.
“Devo confessarvi che mi sento molto fiorentino dopo tutti gli anni passati qua, ed è sempre una nuova emozione ritornare a cantare davanti a voi e davanti ad una Firenze così bella.” Con queste parole pronunciate in cadenza toscana, Il cantautore tiene calda l’atmosfera durante uno dei tanti sketch teatrali con i quali alterna i capolavori di musica cantata.
Quello che è apparso sul palco di Boboli è un Ranieri a “due facce”: dai toni giovanili, ironici, a tratti buffi, quando si comporta da attore; e un Ranieri più tradizionale, nel classico ruolo di cantante e ballerino. Un cocktail di spunti colti nel passato e di sogni intramontabili che con voce romantica e spirito allegro, vengono raccolte nel perimetro invisibile dell’amore.
“Amore”, Proprio questa, è l’affascinante colonna sonora che traspare in tutte le scene, dalle danze e dalle note di quelle che sono le perle femminili dello spettacolo: l’orchestra e il corpo di ballo.
L’artista partenopeo ripropone a suo stile “La Cura” di Franco Battiato, “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini, passando dalle onde dolci di Antonello Venditti “Alta marea”, fino ad arrivare alle famose “Rose rosse”, “Erba di casa mia” e “Perdere l’amore”, i suoi pezzi più celebri.
Sul finale è ancora lui a ringraziare il pubblico: “La Toscana è una terra fantastica che negli anni non ha mai smesso di fare cultura, sentirmi apprezzato in questi luoghi è una soddisfazione immensa,” poi si abbandona ad una frase simpatica che strappa risate e applausi: “Forse non sono un bischero”.
La serata si conclude con “Perdere l’amore”, il successo che nel 1988 ha incantato tutti conquistando “Sanremo”. Sulle note che l’orchestra prolunga avvengono le presentazioni finali e gli inchini di tutto il cast, compresi il senegalese Badara Seck e il giovane promettente Federico Pisano.
Quando le luci si spengono, qualcuno si avvicina al palco per cercare un saluto di persona. Dopo qualche secondo, però, i riflettori si riaccendono a sorpresa, e Massimo Ranieri conclude lo spettacolo “Canto perché non so nuotare… da quarant’anni”, ritornando alle sue origini, con due ultime canzoni napoletane.

Andrea Cardinali

Vanoni, finalmente a San Galgano


OperaFestival presenta:“Più di me tour 2009”


Sarà il palco più intrigante del festival ad ospitare l’artista indiscussa che per festeggiare i suoi 50 anni di carriera si è regalata questo magnifico tour, ripreso in versione estiva il 16 giugno a Lugano.
Ornella Vanoni presenta lo show che ripercorre, tramite brani che hanno fatto la storia, tutta la sua vita artistica. “Più di me tour 2009” prende il nome dal album “Più di me” appunto (pubblicato l’ottobre scorso da Sony Music) che vendendo più di 170 mila copie (doppio disco di platino), l’ha resa partecipe dei WIND MUSIC AWARDS.
L’album contiene due duetti inediti, quello con Eros e l’altro con Mina, e molti altri realizzati invece sulle canzoni più rilevanti del repertorio. Per citarne alcune: l’intramontabile “Senza Fine”, interpretata con Lucio Dalla e “Una ragione in più” sperimentata con Giusy Ferreri.
L’artista vanta un curriculum di tutto rispetto che l’ha vista impegnata non solo nella musica. Negli anni’60 si dedica infatti al teatro, vincendo molti premi e facendo parte di spettacoli come “Rugantino” di Garinei e Giovannini, che sbancò anche a Broadway. Successivamente si occupa totalmente di musica vincendo nel 1964 il “Festival di Napoli” e classificandosi seconda a “Sanremo” l’anno successivo. La sua carriera caratterizzata da successi epocali, fa si che si identifichi sempre di più la Vanoni come la signora della canzone italiana.
A distanza di anni il successo dell’artista risulta inalterato, tanto da farla continuare a girare per l’Italia con i suoi concerti. Ed ecco che finalmente arriva anche in Toscana, grazie ad OperaFestival che quest’anno continua a regalare una programmazione invidiabile che alterna la lirica alla musica leggera, ottenendo sempre più successo.
Il palco di San Galgano, ospiterà la Vanoni il 24 luglio. Sicuramente lo scenario magico dell’Abbazia renderà ancora più straordinario lo spettacolo. Ma la musica a San Galgano non si ferma, c’è grande attesa anche per il concerto del 7 Agosto, che vedrà esibirsi Ivano Fossati.

Letizia Vallini



mercoledì 22 luglio 2009

Le favole di Luxuria all’”Hard Book Cafè” di Boboli

Dalla penna dell’ex-parlamentare sei storie dentro la vita dei transegender.

Un’accoglienza unica dà il benvenuto a Vladimir Luxuria, al Giardino di Boboli per presentare “Le favole non dette” (Edizioni Bompiani). Per caso l’ex-parlamentare raggiunge l’angolo dell’”Hard Book Cafè” con la Marcia Trionfale di Verdi che l’Orchestra di OperaFestival prova in vista dell’ultima replica dell’Aida, in scena la stessa sera. Vladimir è felicemente sorpresa per la coincidenza, è subito a suo agio grazie alla presenza di tanti vecchi amici e all’atmosfera conviviale che l’”Hard Book Cafè” puntualmente ricrea.
“Le favole non dette” è una raccolta di sei favole che descrivono le metamorfosi corporee e le esperienze dei transgender. “Spero di aver toccato le corde dell’emozione, spero di aver dato dignità a questa gente, raccontando la loro sofferenza ho cercato di renderla condivisibile con il lettore”. Con queste parole Vladimir condensa una delle intenzioni principali del libro. Due delle fiabe sono tratte da La sirenetta e da Il Brutto Anatroccolo di Hans Christian Andersen. La scrittrice paragona il dramma della donna per metà pesce, disposta a soffrire pur di avere un paio di gambe, al malessere che i trans vivono con il proprio corpo e al dolore che le trasformazioni comportano. Una favola ambientata fra Fiesole e Firenze ha come protagonista un Pinocchio che sogna di diventare una bambina, adescato da un gatto e una volpe pedofili finisce per la sua diversità anche in un manicomio, metafora della pancia della balena. Il Pinocchio della penna di Luxuria trova per strada un orecchino a forma di luna e sogna tutta la vita di possedere la coppia cioè la luna completa, il simbolo della femminilità. Lo ritroverà quando diventerà finalmente Luce, quando si ricongiungerà con il proprio essere e si riconoscerà con le sembianze del suo corpo nuovo. Tutte le favole hanno un lieto fine, portatrici di un messaggio di speranza, rappresentano la luce che arriva tanto più luminosa dopo una notte buia.
In un clima di criminalizzazione della diversità, Luxuria cerca di limare gli angoli spigolosi del cieco pregiudizio, di aprire la strada della comprensione. E’ un libro contro il bullismo come ama definirlo la scrittrice, contro le discriminazioni e le vessazioni che molti trans subiscono fin dall’infanzia. La vincitrice dell’Isola dei Famosi si rivolge anche ad un pubblico di giovanissimi, è sicura che il suo libro, estraneo da ogni volgarità, può aiutare un bambino ad essere domani un adulto migliore. E’ sostenuta in questo tentativo anche dal presidente dell’ArciGay intenzionato a proporre la lettura di queste fiabe nelle scuole elementari e medie. “Non veniamo visti come delle streghe dai bambini”, spiega l’autrice, “il pregiudizio e il rifiuto vengono inculcati dagli adulti”. Auspica, quindi, che attraverso le pagine del suo libro molti possano comprendere i drammi e i retroscena di un mondo incapace di trovare canali di espressione, che vive isolato e senza diritti.
L’eclettica personalità dell’ex-parlamentare non si ferma nelle pagine del libro , la prima favola,infatti, “La donna uomo” ha già preso vita diventando uno spettacolo teatrale prodotto dal Teatro dell’Istante. Il pubblico a cui Luxuria si rivolge non lascia dubbi circa l’intento dello spettacolo: “Voglio dedicare lo spettacolo a tutte le donne, sia quelle biologiche che quelle che ci sono arrivate, che hanno pari dignità e possibilità”

Annalisa Ausilio
Foto di Sara Giosa

martedì 21 luglio 2009

Opera festival “danza” con l’Orchestra della Toscana

Multipromo non perde l’occasione di firmare un altro promettente spettacolo


Spirito, charme, vitalità, sorriso elegante e l’immancabile violino fra le braccia, appare così, agli occhi di tutti, il grande violinista e direttore d’orchestra Peter Guth, da anni invitato in tutto il mondo per concerti radiotelevisivi trasmessi in Europa, Stati Uniti, Giappone e Cina.
Il 23 luglio alle ore 21, nello scenario incantevole del Prato delle Colonne a Boboli, sarà proprio lui a presentare il concerto “ Vorrei danzar... Galà di operette viennesi”.


La sua bacchetta frizzante che non ha mai smesso di incantare volti e cuori di tanti paesi, si muoverà sulla scena per dirigere l’Orchestra della Toscana, accompagnata questa volta dal soprano Monika Rebholz e dal tenore Joachim Moser della Volksoper di Vienna.

Il concerto che ha già ottenuto enormi successi nei suoi tour, arriva ad uno degli appuntamenti estivi toscani più importanti: OperaFestival.


Lo spettacolo raccoglie valzer, polke, arie e duetti, tratti da alcune fra le più celebri operette della tradizione musicale viennese. Nella prima parte le pagine più note dalle operette di Johann Strauss: “Lo zingaro barone”; “Sangue viennese”; “Il fazzoletto di pizzo della regina” e “Il pipistrello”, senz’altro una delle più blasonate commedie teatrali nel repertorio danubiano, dove si apprezzano tutte le migliori qualità del compositore viennese: l’inesauribile vena dell’invenzione melodica, l’incisività ritmica, la formidabile abilità nell’orchestrare in maniera sempre brillante e originale. Nella seconda parte la scena si aprirà ad altre operette divertenti: “Amo tutte le donne” di Robert Stolz; “La contessa Mariza” e “La principessa della czarda” di Emmerich Kalman, ; “Il paese del sorriso” e “La vedova allegra” di Franz Lehar.


Molti sono ormai gli anni che Peter Guth dirige l'Orchestra della Toscana. In prossimità del Concerto di Carnevale è stato proprio lui ha suggerire le voci di Monika Rebholz e di Joachim Moser. Le due voci, accompagnate dall’Orchestra della Toscana e dalla direzione del Maestro, hanno riscosso un grande successo tra il pubblico. Così l'amministrazione dell'Ort ha pensato bene di riproporre lo stesso programma per i concerti estivi previsti a Firenze, Massa e Forte dei Marmi.

Affabile, Peter Guth risponde così alle nostre curiosità

Il Galà di Operette viennesi ha regalato molte serate al pubblico, non solo fiorentino. Quante volte è stata proposta?

Nella nostra serie di concerti a Febbraio, abbiamo avuto complessivamente 7 esibizioni tra: Firenze, Siena, Pisa e altre località in Toscana. Questa estate, sono previsti tre appuntamenti.


Secondo quale criterio sono state scelte queste operette?

Le operette che abbiamo selezionato sono la punta di diamante tra le più famose e amate operette come “Il pipistrello” di Johann Strauss o “La vedova allegra” di Franz Lehár e I brani dalle operette di Emmerich Kálmán e Robert Stolz.


A quale difficoltà si può imbattere nella direzione delle operette proposte?Sia per me che per i miei colleghi è un vero piacere esibire senza difficoltà tali composizioni, perché sappiamo già che il pubblico lo apprezza. Ma in generale le operette non sono facili da eseguire, perché presentano molti cambi di tempo e molte sfumature che si possono conoscere solo con l'esperienza.

Che atmosfera si aspetta in prossimità dell’unica serata prevista al Parco delle Colonne, all’interno del Giardino di Boboli?

Sono veramente impaziente di dirigere il concerto nel Giardino di Boboli. Conosco la location e penso che sia un bel posto a Firenze: è probabilmente uno dei più romantici giardini che possiamo trovare e sarà uno sfondo perfetto per la nostra musica viennese.



Malia Zheng, Andrea Cardinali